La domenica dell'anima

 

E' nella domenica dell'anima il giorno in cui nacqui:

la quiete della seta era ormai presente,

la settimana morta annunciava il suo stesso funerale

e un alone di oscurità si abbatteva sulle case inette.

 

La gente era triste:

inconsciamente sapeva che un altro tempo era passato, finito.

Le menti tacite non osavano pensare,

la paura del domani era l'unica preoccupazione.

I giorni, le settimane, gli anni

si succedevano all'infinito

accompagnate da un ritmo monotono, straziante.

 

La speranza, forse, era l'unica consolazione,

sperare in una tregua

che immettesse morfina in tutto questo.

 

La gente era annoiata,

ma pochi capivano veramente perché:

la natura, la razionalità delle cose

funzionavano esattamente come dovevano funzionare.

E' nella domenica dell'anima

quella in cui la gente è abituata a vivere.

 

E' nella domenica dell'anima il giorno in cui nacqui,

come il buio che si vede quando le palpebre chiuse

promettono di non riaprirsi più

e tutto intorno continua a succedersi:

giorni, settimane, mesi ,anni, decenni, secoli.

 

Cadendo all'indietro pensiamo di camminare avanti.

 

E' nella domenica dell'anima il giorno in cui nacqui,

é nella domenica dell'anima il giorno in cui nascemmo,

è nella domenica dell'anima il giorno in cui nasceranno.